UN INNAFFIATOIO, UN NASO ROSSO E LE STORIE


Alzi la mano chi da bambino ascoltava incantato le storie, o chi guardava le immagini dei libri come mondi dove tuffarsi. Riuscite a ricordarne l’emozione e quali storie volevate che gli adulti vi raccontassero ripetutamente? Io ho tanti ricordi, e sono stati sicuramente anche quei ricordi - che facevano parte di un rituale piacevole e rassicurante - che da adulta continuo a cercare. Nessuno di noi può fare a meno di raccontare e di ascoltare storie, anche in contesti di disagio come lo è stare in un ospedale, soprattutto se si è costretti a starci per un lungo periodo e se è un bambino a dover affrontare la degenza. E da qui comincia la mia storia come naso rosso. Per sette anni sono stata una volontaria clown di corsia nei reparti pediatrici di medicina generale e oncologia.

Da cosa riconosciamo un clown? Basta un naso rosso, una minuscola pallina di gomma da indossare che ha la capacità di incantamento sui bambini.

Cosa può fare o essere un clown di corsia? Al clown è concesso sbagliare, essere imperfetto, fare brutte figure, esser incapace, piangere, essere ridicolo, commuoversi dalla gioia, ma anche meravigliarsi per quello che non riusciamo più a vedere nella quotidianità rumorosa.

Il clown di corsia gioca e inventa giochi. Il clown è la maschera più piccola del mondo, è questa la definizione della psicologa Alessandra Farneti che dà anche il titolo al suo libro La maschera più piccola del mondo. Aspetti psicologici della clownerie.

La terapia del sorriso o per meglio dire la gelotologia si basa sugli studi di psico-neuro-endocrino-immunologia (pnei). Esiste una ricca letteratura scientifica con numerose ricerche e testimonianze di come il buonumore sia una vera e propria medicina per mente e corpo, una nuova posizione che ha rivoluzionato il concetto di cura e di assistenza in ospedale e in altri luoghi;

è l’umanizzazione delle terapie mediche alla persona. Un’intuizione che prende forma nell’esperienza vissuta dal medico-clown Patch Adams.

L'attore Robin Williams ha interpretato abilmente il ruolo del protagonista nel film Patch Adams.

Ogni clown di corsia si “specilizza” in abilità, c’è chi fa magie, chi sculture di palloncini, chi suona, chi diventa un abile giocoliere. Esistono anche veri e propri clown che per mestiere prestano servizio in ospedale, ma il clown di corsia è un po’ diverso. Per il clown di corsia non è tanto importante la prestazione artistica, quanto invece il riuscire a entrare in sintonia con i bambini o gli adulti ammalati, sbirciando in punta di piedi e soprattutto imparando ad ascoltare il bisogno del momento. Non è semplice. È necessaria un'educazione alla sensibilità verso la sofferenza degli altri. Ricordo i primi mesi alla ricerca delle mie abilità e a scoprirmi incapace nel fare quello che piace e diverte i bambini, ovvero fare palloncini, magie, ecc. Non sapendo fare niente, accadde naturalmente che cominciai a inventare storie da oggetti inutili. Sicuramente saranno state tutte le storie ascoltate da bambina e i libri che il mio caro papà libraio non mi faceva mai mancare. E mi veniva facile.

Tutto iniziò da un piccolo innaffiatoio di plastica morbida dal colore giallo limone. In realtà era una borsetta con tanto di tracolla. Avevo poco più di trent’anni, ed ero orgogliosa della mia borsetta a forma di innaffiatoio. Era un oggetto buffo, ma indossato con grande eleganza e serietà. Era un po’ come la borsa di Mary Poppins, potevo far uscire qualsiasi cosa, dentro c’era la fantasia.

La borsetta non era sempre vuota, a volte custodiva alcuni oggetti reali che cambiavano a seconda dell’esigenza della stanza in cui dovevamo entrare.


Esiste ancora l'innaffiatoio, lo conservo come un cimelio!

E scoprii quante cose può diventare un solo oggetto fino a trasportarti in nuovi mondi dell’immaginazione. La cosa più ovvia da fare con un innaffiatoio è quella di riuscire a rinfrescare le idee quando sono confuse: basta innaffiare la testa. Lo facciamo tutti prima o poi. E se la giornata è grigia con l’innaffiatoio arriva l’arcobaleno, sì, avete capito bene. Basta infilare fili di lana colorati nei fori. E quante cose cambiano in una giornata con l’arcobaleno? Forse c’è qualcuno nei colori? Osservate con attenzione.

Molte volte la borsetta diventava il mio atelier portatile con matite colorate e carte. E se faceva freddo? Allora l’innaffiatoio diventava una teiera, la mettevamo sul fuoco per preparare un tè caldo.

Un innaffiatoio è anche curativo. Cosa? Non lo sapete? Strano. Provate. Sono curiosa di sapere il vostro metodo di cura!

E poi sono nate le storie sensoriali, storie che dovevano aiutare i bambini più piccoli e quelli più speciali ad “ascoltare”, quando capivi che ti trovavi di fronte a serie difficoltà di coordinazione motoria e di percezione sensoriale, deficit della vista o dell'udito, oppure quando, e spesso accadeva, incontravi bambini e famiglie straniere che non comprendevano la nostra lingua.

Il cucù è stato un altro grande compagno di storie
È realizzato con la cartapesta e un pupazzetto di stoffa

Chi tra di voi è appassionato lettore di albi illustrati conosce sicuramente i libri muti, ovvero i libri senza parole, libri che facilitano la comprensione di una storia solo attraverso la narrazione per immagini. Quando ho iniziato a fare il clown di corsia, non erano ancora apprezzati come lo sono oggi e venivano sottovalutati soprattutto dai lettori occasionali e da quelli che volevano "leggere" una storia ai più piccini. Molti di questi libri adesso vengono utilizzati anche per la didattica a scuola. Il nostro gruppo di volontari però non nasceva come lettori di libri, quindi le storie le cercavamo altrove. Pensateci bene, siamo circondati da storie. In una stanza di ospedale gli oggetti sono pochi, e quelli che sceglievamo di portare creavano lo spunto per aiutare i bambini a creare un'immagine mentale.

Piccoli contenitori sonori, qualche pupazzetto e altre diavolerie clownesche permettevano di trasformare una stanza o solo alcuni oggetti di una stanza (il letto, la sedia, ecc.) in paesaggi e personaggi della fantasia.

Esistono tanti modi per inventare e raccontare le storie. Ci possono aiutare i materiali, ma l'ingrediente fondamentale è la fantasia che ci aiuta a creare scenari sospesi tra la realtà e la finzione.

Ma dove e come si trova la fantasia? Domanda impegnativa che meriterebbe un approfondimento a parte. Quando avete dubbi, ricordatevi dei grandi maestri come Rodari, Munari, i buoni libri per l'infanzia, l'arte, la capacità di saper giocare anche da adulti e soprattutto non prendete tutto per scontato, proprio da questo spesso nascono idee strabilianti.


Da quell’esperienza mi è rimasto tanto. È cambiato il mio punto di vista rispetto a molti dei dilemmi esistenziali che ciascuno di noi porta dentro. Ed è stata proprio questa esperienza che contribuì a farmi riavvicinare alla mia prima grande passione per la letteratura per bambini e a riprendere carta e matite colorate per disegnare per i bambini. Così nacque la collana di illustrazioni Un Sorriso per il Buonumore. Le immagini che accompagnano il testo di questo blog appartengono all'omonima raccolta, così come l’albo illustrato Camomillo e la margherita blu scritto da Cinzia Chiesa e da me illustrato, pubblicato con la nostra piccola casa editrice indipendente MagicaLibri che affianca le attività dell’associazione Bottega del Racconto – Arti e Libri Bologna.

Silvana Verduci

Appena Dio rise nacquero sette dei che governarono il mondo, appena scoppiò a ridere apparve la luce, alla seconda risata apparve l'acqua e al settimo giorno che egli rideva apparve l'anima...

Umberto Eco

Se vuoi vedere alcune illustrazioni del libro e se vuoi acquistarlo clicca QUI

Scopri insieme a Camomillo cosa accade alle storie quando lasciano i libri, clicca QUI


Piccola bibliografia

Alessandra Farneti, La maschera più piccola del mondo. Aspetti psicologici della clownerie, Alberto Perdisa Editore, 2004


M.Capurso e M. Trappa, La casa delle punture. La paura dell'ospedale nell'immaginario del bambino, 2005


Patch Adams e M.Mylander, Salute! Ovvero come un medico - clown cura gratuitamente i pazienti con l'allegria e con l'amore, ed. Urra, 1999


S. Fioravanti, L. Spina, La terapia del ridere. Guarire con il buonumore, ed. Red,2002


C.Simonds, B. Warren, La medicina del sorriso. L'esperienza dei clown - dottori con i bambini, Sperling & Kupfer Editori, 2003


Cinzia Chiesa, AntonGionata Ferrari, Nel respiro del vento una foglia, ed. Lapis, 2106


M.Cavallo, Il racconto che trasforma. Testo e scrittura nella costruzione della persona, ed. Edup, Nuova Biblioteca di Arti Terapie, 2002


Bergson, Il riso. Saggio sul significato del comico, editori Laterza, 2001



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